MICHAEL KORS

Michael Kors: storia di un successo planetario arrivato alla seconda chance

Nella classica sceneggiatura cinematografica in tre atti, la parte centrale è riservata alla sfida dell'eroe, destinato ad affrontare una crisi, a rialzarsi e ad andare incontro a un finale grandioso. Ce lo ha insegnato Hollywood e col tempo tutti, specie gli statunitensi, hanno cominciato a ispirarsi a questo paradigma anche nella vita reale, trattenendo il fiato con le dita incrociate nel corso dei momenti più duri, nella speranza e nella convinzione del proprio riscatto. È stato così anche per lo stilista Michael Kors, uomo di straordinario successo che prima di diventare un'icona di stile in tutto il mondo ha dovuto affrontare perfino la bancarotta. Questa è la sua storia, così perfettamente americana che sembra un film.

Al cinema, il talento di un personaggio straordinario deve brillare sin dall'incipit, e Michael Kors, nato Karl Anderson Jr., di certo non tardò a dare prova delle sue innate capacità creative. A cinque anni disegnò l'abito da sposa per il secondo matrimonio di sua madre, l'ex modella Joan Krystosek. Poi, al pari delle star della Silicon Valley, stabilì la sua base operativa nel garage di casa, dove si mise a progettare e vendere abiti. Come ogni genio che si rispetti, la sua sregolatezza gli impedì di terminare gli studi presso il Fashion Institute of Technology di New York: all'epoca preferì un posto da commesso presso una lussuosa boutique di Manhattan. Qui ebbe modo di ideare la sua prima collezione, immediatamente notata da Dawn Mello, fashion director del colossale Bergdorf Goodman, il department store di lusso sulla Fifth Avenue newyorkese. Gli arrivò così la proposta di presentare le sue creazioni all'interno del prestigioso negozio. Michael accettò, fondando al contempo il suo brand omonimo e raggiungendo d'improvviso un discreto successo: era il 1981.

Nemmeno dieci anni più tardi arrivò la grande crisi da affrontare. Nei primi anni '90 il brand stava dando buoni risultati, ma i numeri erano ancora modesti. Michael pensò che forse il suo prodotto fosse troppo esclusivo, che forse i prezzi non accessibili lo stessero penalizzando. Così decise di creare una linea economica a supporto di quella più costosa. La chiamò KORS Michael Kors. Le cose cominciarono a girare per il verso giusto, ma ben presto la società che possedeva i diritti di produzione della linea economica, la Compagnia Internazionale Abbigliamento USA, decise di interrompere i lavori ritirandosi dal mercato statunitense e lasciando Michael Kors in una situazione disperata. Fu così costretto a dichiarare bancarotta. Nonostante il fallimento lo stilista non si perdette d'animo: nel 1997 cominciò a lavorare per la storica casa di moda francese Céline. Ne diventò il primo direttore creativo, oltre che il principale stilista delle collezioni moda femminili. Sotto la sua guida, Kors trasformò Céline in una delle più acclamate maison di moda del mondo, riuscendo a inserire negli abiti la femminilità e il lusso che da sempre contraddistinguevano le sue opere.

Da qui la rinascita che lo portò al successo planetario. Quando nel 2003 lasciò la direzione di Céline all'italiano Roberto Menichetti, Kors potè riprendere in mano il suo brand forte del sostegno economico di investitori come Silas Choue Lawrence Stroll. In quello stesso anno lanciò una linea di moda uomo e l'anno successivo le linee MICHAEL Michael Kors e KORS Michael Kors, che inclusero anche calzature, borse e accessori femminili. Nel tempo l'offerta si arricchì con oggetti di pelletteria, profumi, fragranze, prodotti di bellezza, orologi, occhiali da sole di grande tendenza. Nel 2011 la società venne quotata alla borsa di New York: valore di partenza ben 3 miliardi di dollari! Diventò di fatto una delle aziende di moda di riferimento. Quattro anni più tardi dal debutto a Wall Street, la compagnia generò oltre 4,5 miliardi di dollari di ricavi netti.

Oggi il brand Michael Kors conta oltre 500 store in tutto il mondo. I suoi abiti sfilano addosso alle celebrità nelle occasioni pubbliche: Kate Middleton, Heidi Klum, Gwyneth Paltrow e perfino l'ex-first lady americana Michelle Obama, che ha indossato proprio un abito firmato Michael Kors nel primo ritratto ufficiale come moglie del presidente USA.

Kors è stato il più giovane a ricevere il Geoffrey Beene Lifetime Achievement Award, consegnatogli nel 2010, a soli 50 anni, dal Council of Fashion Designer of America per merito dell'importanza del suo operato nel settore. Qualcuno chiama questo riconoscimento "il Premio Oscar del mondo della moda": potrebbe essere il lieto fine ideale di una storia da kolossal del grande schermo, non fosse che di capitoli da aggiungere alla sua ascesa sembrano essercene ancora molti.